IV Premio Letterario “Città di Sarzana”

 ASSOCIAZIONE CULTURALE    POETI SOLO POETI POETI

 

1° Premio Ex Aequo Sez.: C  “Libro Edito

Alfredo Bianchi Scalzi

 

scalzi“La Luce Nera”

Gli inquietanti interrogativi sul mistero della vita e sull’esistenza di Dio, cui ancora non si riescono a dare esaustive o soltanto soddisfacenti risposte, sono il tema centrale, controverso ma affascinante , del bellissimo libro di Alfredo Bianchi Scalzi.

Non si tratta, però, solo di un’opera autobiografica, ma, se ci è consentito, di un “capolavoro umanistico”, il cui protagonista è l’uomo, l’essere umano di ogni tempo e luogo con le tormentate domande, incertezze, dubbi, aneliti, illusioni e disincanti, fede e speranze, che lo accompagnano nel suo percorso esistenziale.

Un aspetto, in particolare, scaturisce prepotentemente dalla narrazione: il senso religioso della vita, il mistero della morte, gli immancabili dubbi sull’esistenza di Dio.

Misteri, forse, impossibili da penetrare e spiegare.

Le risposte che provengono dalla Scienza, dalla Filosofia e fors’anche dalla Teologia non sono (o non lo saranno mai) ancora sufficienti a dare una seppur accettabile spiegazione del fenomeno divino-religioso.

L’uomo, tuttavia, anela, per sua stessa natura, all’Infinito, che può essere ateo o intriso dell’Essenza di un’Entità Trascendente, inconoscibile, che ha creato l’Universo.

Lo scrittore, con assoluta autenticità, mette a nudo se stesso: la sua vita, i suoi comportamenti, le sue debolezze, i suoi vizi, le sue priorità, le sue emozioni e la sua conflittualità religiosa, sospesa fra le tentazioni terrene e l’esigenza, il desiderio di spiritualità.

Egli si dibatte, infatti, consapevolmente e scientemente in questa continua ed assillante ricerca della verità: Dio esiste veramente oppure è un’illusione cui l’uomo si aggrappa per dare un senso al suo cammino terreno e magari “metafisico”?

Si crede “per convenienza o per convinzione”?, si chiede Bianchi Scalzi.

Forse per entrambe.

Quando si sta approssimando la morte, il mistero s’infittisce fino ad obnubilare la mente e il cuore.

Allora, l’Aldilà esiste? L’anima è davvero immortale e sopravvive alla decomposizione del corpo, costretto a putrefarsi dentro un sarcofago ermeticamente sigillato?

Si può credere in Dio a prescindere, per indole, educazione familiare, atto di fede; ma molti credono per paura, riflessione, per eventi cui hanno assistito, che sanno di prodigio, di miracolo, od ancora per la speranza di poter riabbracciare, nella vita oltremondana, le persone amate e con loro risorgere. L’autore, con grande umanità ed umiltà, non dà risposte certe, ma lascia al lettore il quesito aperto ad ogni spiegazione, ad ogni convinzione.

Dio rappresenta la “luce nera”, ossia non visibile all’occhio umano, al pari di una luce dell’Universo che non percepiamo, perché è un inattingibile mistero.

Dio è “il problema dei problemi”: … “nel segreto del cuore risiede una forza che mi spinge a credere, che è pur sempre un mistero”… , scrive l’autore, e poi ancora “non so nulla di Te… Sconosciuto è il tuo sguardo… Sconosciuto e muto/Dio nascosto del Cielo/che al nostro bisogno di speranze/ rispondi con l’ombra di una croce”.//

“Infinito” ed “Eterno” sono due concetti che sfuggono alla nostra pochezza, alla nostra umana comprensione.

“L’Angelo Custode esiste”, scrive Bianchi Scalzi. Ma sarà vero? “ Il dubbio è duro a morire. Si tratta di una meravigliosa, ma artificiosa immagine consolatoria della nostra religione”, egli continua.

Fra le numerose liriche, tutte molto significative e commoventi, una in particolare ha toccato, per lo spessore cristiano che la sostiene, i nostri precordi: “S’incamminava ormai per la discesa/ …ho incontrato a sorpresa/lo sguardo del Signore/…alzò verso di me le sue serene/ pupille azzurre e in cambio del metallo/un sorriso di carne m’ha donato/ e un messaggio di fede:/grazie fratello, Dio ti vuole bene.//

(“Nessuno è così povero da non avere qualcosa da donare”).

Quest’ultima affermazione, di una verità sconcertante, ricorda le parole di Padre Faber in “Valore di un sorriso”, quando afferma

…Un sorriso arricchisce chi lo riceve

senza impoverire chi, lo dona”.

…nessuno ha tanto bisogno di un sorriso

come colui che non sa darlo”.

E poi ancora: “Il ricordo di un sorriso rimane sempre”.

Recensione Prof. Ornella Antonucci

 

Alfredo Bianchi Scalzi La luce nera

C’è l’analisi di tutta una vita nel bel libro di A. Bianchi Scalzi che, partendo da una precisa tematica, quella dell’esigenza e della ricerca della fede e nel contempo dei dubbi su di essa, opera uno scavo dell’anima sola con se stessa, talvolta protesa al divino e al suo mistero, talvolta prona, chiusa in sé, cosciente dei propri limiti, difetti, errori. Nella ridda di ricordi, sensazioni, emozioni positive e negative, le fragilità dell’uomo si delineano nette ed inequivocabili. L’Autore manifesta coraggio ed umiltà nel mettersi a nudo, senza remore, infingimenti, senza traccia d’ipocrisia, ovvero di quell’ottavo peccato capitale che egli aggiungerebbe ai sette noti e di cui, per massima parte, ammette la colpevolezza. Confessa di essere consapevole che la sua vita, costellata d’incompiutezza, non sempre ha quagliato. Ne conseguono insoddisfazione, amarezza, solitudine, impotenza di non poter più rimediare a ciò che è stato e soprattutto la consapevolezza di un’esistenza troppo breve, inadeguata al tempo che si vorrebbe ancora utilizzare al recupero, perché spesa su sentieri di brame terrene, labili, caduche, insoddisfacenti, insulse. Tuttavia, accanto a queste componenti interiori di disagio, non sfuggono altre sfaccettature che oltrepassano la luce nera, svelando il Giano bifronte che è presente nell’Autore, che ne illuminano la parte più profonda dell’anima, capace di afflati genuini, puri, semplici, come quando il cuore avverte il bisogno di affermare: “C’è più universo/ in noi/ che fra le stelle”.

L’ambiente ecclesiastico, frequentato fin da bambino, ha plasmato intellettualmente e culturalmente l’uomo, ma non lo ha reso bigotto, perché egli non ha mai accettato passivamente il credo cristiano e i suoi dogmi. In lui parimenti ha preso corpo la forza dell’intelletto che non ha mai ceduto a suggestioni puramente emotive né a cupe e rigide interpretazioni medioevali o giansenistiche, mantenendo saldo quel libero arbitrio che dovrebbe essere l’essenza del vero cristianesimo. Inoltre in queste pagine rimangono inestinguibili la ricerca dell’Eterno e la necessità di un contatto intimo e riservato con Lui. Anche nel dubbio che, talvolta, la ragione adduce, la speranza che Dio esista non si annulla anzi prevale, come quando scrive “Potrai, Signore/ nel momento supremo/ dimenticare il mio errore/ estendere anche su me/ il riflesso dell’arcobaleno?”.

Infine tra i molti limiti umani, tra i peccati e l’autocritica che l’Autore opera su di sé, rifulgono valori e comportamenti degni di essere menzionati: il senso della carità, l’importanza dell’amicizia, la rivalutazione degli antichi mores, l’amore traboccante per la vita, la cui straordinarietà è solida certezza.

Accanto alla chiusa del libro “E’ stato bello vivere,/ sarà bello,/ forse,/ anche morire”, nelle orecchie risuona l’eco della domanda: “Come si può desiderare davvero ciò che non si conosce ?”, soprattutto quando il profumo ed il sapore della vita ne confermano l’arcana bellezza. (poesia da leggere pagg. 150-151)

Recensione 2016 Prof. Marisa Vigo Presidente di Giuria

 

 

PRESIDENTE DEL PREMIO LETTERARIO E ASSOCIAZIONE PSPP:  SUSANNA MUSETTI

VICEPRESIDENTE ASSOCIAZIONE PSPP:  GIUSEPPE DI LIDDO