IV Premio Letterario “Città di Sarzana”

 ASSOCIAZIONE CULTURALE     POETI SOLO POETI POETI

TROFEO “PREMIO CALLIOPE”

MAURO MONTACCHIESI

“ESSERE UN FALCO” – “SI SVEGLIA L’AURORA”

Spirito poliedrico,alquanto prolifico,collezionista di numerosissimi “Premi Letterari”,
Mauro Montacchiesi è un artista a tutto tondo.
Indiscutibilmente abile nel padroneggiare sia i contenuti che la forma,dove manifesta un indubbio virtuosismo stilistico-espressivo,l’autore rivela profondità di pensiero e squisiti sentimenti nel focalizzarel'”intricatissimo” suo “labirinto”, com’egli definisce l’innato e perenne “stato esistenziale”, la condizione permanente ed inestricabile della sua anima, che cerca pazientemente di scandagliare per capirne gli strati più profondi”Ad ima fundamenta” e venirne a capo.
In questo scavo introspettivo, ricorda i nostri poeti dell’Io, i lirici per eccellenza, da Petrarca a Leopardi, al crepuscolare Gozzano per la tristezza, malinconia e nostalgia che li accomuna, ed ancora, in alcuni componimenti richiama il Montale di “Meriggiare” e D’Annunzio per l’afflato panico di molti suoi versi e la ricerca della parola elegante, raffinata, estetizzante.
Il linguaggio adottato risulta alto, aulico, sapientemente modulato, evocante i miti classici e la loro armonia e bellezza.
Numerosi sono,infatti, i latinismi presenti in particolare nelle prose del volume”Come Araba Fenice”, che evidenziano il suo amore per la Romanità, ma anche grecismi.
Vari sono i temi delle raccolte poetiche dell’autore, temi universali legati all’uomo di ogni tempo: dall’amore al fluire impietoso ed inesorabile del tempo; dalla precarietà umana al ricordo dei più intensi affetti familiari; dalle illusioni e disincanto di una realtà inappagante all’anelito all’infinito,cui per sua natura l’uomo tende; dalla profonda e solida fede in Dio, che riesce a lenire il male e la sofferenza dando un senso alla nostra vita, fino al valore supremo della Poesia,che,oltre all’amore, è “l’unico conforto al tormento della vita”, “unica oasi”, “unica linfa”, come il poeta scrive e, sola, vince l’azione distruttrice del tempo e trionfa sul silenzio dei secoli, “e l’armonia/vince di mille secolo il silenzio”, di foscoliana memoria.
Temi, questi, del più autentico Spiritualismo romantico.
La poesia e “la fede in Dio”,”ultimo baluardo”,”unica sorgente di vita”, come emerge dalla lirica “Ma con la poesia”,arrecano un po’ di conforto all’animo oppresso dagli affanni, in particolare in questa società malata di corruzione e bieco arrivismo, di “decadenti valori”, come il Nostro conclude.
L’amore, cantato in tutte le sue manifestazioni, nei suoi aspetti e momenti di vibrante e fremente passione, così come i più dolorosi e nostalgici, legati al ricordo della donna
amata, è centrale nella vita dello scrittore e si riflette nelle raccolte poetiche “Si sveglia l’aurora” ed “Essere un falco”, da noi maggiormente apprezzate per l’autenticità del sentimento, per il tormento e la gioia che esso procura, insomma “croce” e “delizia” di verdiana memoria.
Pur nella genuinità di sentire, talvolta, Montacchiesi indulge ad un certo compiacimento nelle scelte lessicali, nel “giocare” con le parole, farle “saltellare” e “rimbalzare” come in un piroettante lancio di dadi, consapevole della sua versatilità e maestria.
Ciò si evince soprattutto nel volume “…tra i brillanti di Orione” dove l’erudito, pur sapiente, ed il colto plurilinguista sovrastano il poeta.
D’altra parte, è quasi naturale in un artista come lui, che, pur non avendo svolto la professione di scrittore, possiede il dono di una potente vena poetica ed un’intelligenza così vivace ed acuta, corroborata e sostenuta da profonda sensibilità, da interessarsi, in qualità di autodidatta, a molte branche dello scibile.
Allorquando, però, lo sfoggio compiaciuto di cultura e la piena consapevolezza del Nostro
di ammaliare il lettore con la sua perizia soffocano l’afflato lirico di alcuni componimenti della sopracitata silloge e la connaturata ” vis” poetica, egli non raggiunge gli esiti migliori, le vette più alte.
Fra le numerose e belle liriche delle sue raccolte, la composizione “Essere un falco”, che andremo a leggere, ci è parsa il manifesto della sua Poetica.
L’autore avverte fortemente l’assoluto desiderio di liberarsi dalle “angosce e dai pensieri” tormentosi dell’esistenza ed, al pari di un falco, librarsi, volare sempre più in alto fino ad annullarsi nell’infinito e “provare l’oblio”,come scrive, immerso nell’incantevole firmamento.

Recensione Prof. Ornella Antonucci

 

PRESIDENTE DEL PREMIO LETTERARIO E ASSOCIAZIONE PSPP:  SUSANNA MUSETTI

VICEPRESIDENTE ASSOCIAZIONE PSPP:  GIUSEPPE DI LIDDO